Adami. Solo Prosecco da 3 generazioni

Adami. Solo Prosecco da 3 generazioni

Arriviamo da Adami a sorpresa in un giorno di fine vendemmia.

Tutto è tranquillo e a riposo dopo le fatiche delle scorse settimane tranne l’area ospitalità in attesa di ospiti in arrivo per una degustazione. L’eccellente Hospitality Manager ci accoglie con un sorriso e accende immediatamente il grande schermo tv per farci vedere le fotografie delle vigne e raccontarci della cantina.

Nata nel 1920 grazie al fondatore Abele Adami, il nonno degli attuali proprietari, la cantina è oggi presente in tutto il mondo grazie alla nuova generazione, Franco e Armando.

Nei lontani anni ‘20 la zona stava tentando di riprendersi dopo la guerra mondiale e l’usanza era di fare un Prosecco mischiando gli uvaggi delle varie aree. Praticamente un enorme blend.

Abele Adami ebbe l’intuizione di creare un vino con le uve specifiche di una zona e creò così il “Riva Giardino Asciutto”. Il vino fu talmente apprezzato che fu anche presentato nel 1933 a Siena alla 1° Mostra Mercato dei vini tipici d’Italia: praticamente un antico Vinitaly.

 

Di generazione in generazione questa cantina si è evoluta: con il figlio di Abele, Adriano, di cui il logo oggi porta il nome, si sono create diverse linee di prodotto mentre grazie alla nuova attuale generazione si è iniziato a guardare verso l’estero.

I due fratelli sono entrambi enologi, uno di loro si occupa di amministrazione e l’altro segue direttamente le vigne. Per questo motivo la cantina non ha bisogno di avere un enologo esterno e cura tutto internamente.

Ad affiancare i due proprietari, una squadra non troppo estesa: 4 persone durante l’anno per seguire la manutenzione delle vigne, 4 in cantina per l’imbottigliamento e l’etichettatura e altre 6 negli uffici.

Ben il 55% della produzione di Adami viene comunque venduta all’esteroun buon numero negli Stati Uniti dove la cantina è presente in tutti gli stati, seguono Germania, Austria, Svizzera e UK (soprattutto Londra) come maggiori paesi in cui si esporta. Scopriamo inoltre che la penisola scandinava apprezza moltissimo il vino sui lieviti di Adami mentre il Giappone ama molto il Cartizze.

Ma quali vini produce questa cantina?

Giulia, la loro hospitality manager, che ci ha accompagnato nel breve excursus, dice “nessun vino rosso o bianco fermo, qui solo Prosecco”

 

La gamma è ampia al punto giusto: oltre al sul lievito, al Cartizze e ad un interessante e profumato Doc Treviso, alcune bottiglie Adami portano il nome delle rispettive Rive (Col Credas Brut, Bosco di Gica Brut, Vigneto Giardino) mentre altre raccontano la storia del dialetto e dei modi di dire di questo eccellente territorio (Garbèl Brut Prosecco Doc Treviso, Dei casel Valdobbiadene DOCG Prosecco Superiore).

“Le rive nel territorio sono ben 43 e ciascuna porta il nome della propria municipalità” continua a raccontarci Giulia. E tra le Rive compare ancora Vigneto Giardino, il primo (impervio) appezzamento comprato da Abele nei lontani anni 20 che produce il Cartizze.

800.000 bottiglie l’anno, la cantina produce con uve derivanti da propri terreni e con uve provenienti da conferitori selezionati.

Presi dalla curiosità, abbiamo anche chiesto di assaggiare il loro Prosecco DOC Treviso. Giulia ci spiega che viene prodotto con uve provenienti da vitigni di pianura nel comune di Vidor, proprio al confine con la zona del Prosecco DOCG. Non essendo esposte alle escursioni termiche dei colli e senza il terreno minerale dell’area DOCG, qui le uve producono un Prosecco che perde di mineralità ma acquista in profumi. 100% glera anche per questo Prosecco DOC ma non sembra sia solo questa l’uva che contiene. Una curiosità: la cantina anche per le uve che andranno a creare questo Prosecco opta per la vendemmia a mano.

A breve prevediamo di continuare con una visita in cantina dettagliata su cui vi terremo aggiornati!

 

 

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